“L’extravergine prodotto in Italia è razionato e le scorte si esauriranno entro i primi sei mesi del 2017”.

Questo è quanto emerge dall'analisi dei dati della produzione, resi noti da Coldiretti: 298 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici.

Perché?

Inevitabile l'aumento dei prezzi ma anche del rischio di frodi ed inganni.

Complessivamente - precisa Coldiretti - si stima un calo produttivo:

  • nel Mezzogiorno del 39%,
  • al nord del 10%,
  • al centro del 29%

L’andamento produttivo nazionale - sottolinea la Coldiretti - si riflette sulla produzione...

...a livello mondiale dove si prevede una storica carestia dei raccolti 

Produzione mondiale 2.785 miliardi di chili in calo del 9%

  • Spagna 1.400 milioni di chili (=)
  • Italia 298 milioni di chili (-38%)
  • Grecia 240 milioni di chili (-20%)
  • Turchia 190 milioni di chili (+33%)
  • Tunisia 110 milioni di chili (-21%)

I prezzi all'origine dell'olio extravergine d'oliva, sulla base dei dati forniti da Ismea mercati, risultano nel mese di ottobre 2016 attestarsi a 4,57€/kg, mediamente in aumento del 17,7% rispetto al mese precedente ma comunque in calo del 5,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Qui è possibile scaricare il file excel con i dati sui prezzi (dati Ismea).

Vi proponiamo di seguito una scheda del settore economico oleicolo.

Scheda del settore economico oleicolo

olio_olivafree100100% FREE - DOWNLOAD GRATUITO - scheda del settore economico oleicolo

Dettagli




Ci chiedevamo perché... Interessante leggere nel rapporto Ismea la spiegazione che sempre più frequentemente sentiamo nel mondo dell'agricoltura moderna, in difficoltà per la competizione, spesso sleale, di produttori esteri:

Al di là del dato congiunturale del 2014 legato a una concatenazione di eventi particolarmente sfavorevoli che ha messo a nudo tutte le criticità del settore oleicolo nazionale, c’è da mettere in evidenza che, a parità di superficie olivicola, l’Italia negli ultimi anni ha perso molta produzione per il fenomeno legato alla non raccolta. I costi di conduzione degli oliveti, soprattutto della fase di raccolta, unitamente a prezzi di mercato considerati non remunerativi e al disaccoppiamento della PAC hanno indotto molti operatori all’abbandono della produzione. Questo fenomeno ha ridotto le disponibilità di olio italiano, rendendo il settore ancora più dipendente dall’estero.Rapporto Ismea

In questa situazione di carenza di olio italiano è possibile il ricorso all'ulteriore incremento dell'importazione di olio straniero. L'Italia è il maggior importatore mondiale per un quantitativo stimato nel 2016 superiore a 500 milioni di chili. Se si pensa poi che l'olio biologico tunisino costa meno della metà di quello dop-igp italiano, anche i rischi di truffe. Coldiretti si spinge oltre denunciando una "situazione in cui c’e’ piu’ olio spagnolo che italiano nelle bottiglie riempite a livello nazionale che in 2 casi su 3 contengono prodotto straniero proveniente per oltre il 60% dalla Spagna, il 25% dalla Grecia ma per quasi il 10% da un paese extracomunitario come la Tunisia".

Ci uniamo anche noi all'invito di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli

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