Segnaliamo un interessante reportage sul mondo del biologico realizzato dalla trasmissione Report di RAI 3. Che cosa pensare? L'inchiesta è importante e va ad indagare in un settore in rapida ascesa dove improvvisamente molti si sono convertiti al biologico e dove la tentazione di fare i furbetti, beh, non può mancare. E' importante che si tenga alta l'attenzione sulla genuinità del settore del biologico, per i consumatori ma anche per le aziende sane del settore; ritengo che le società di certificazione non siano sufficienti a tutelare il mercato del bio ma attenzione a non cadere nell'eccesso contrario di giudicare tutto il settore truffaldino (vedi anche articolo di FoodWeb). Ecco allora anche la lettera aperta del Presidente di uno dei soggetti economici più importanti del settore: EcorNaturaSì. Buona visione e buona lettura e a voi il compito di farvi la vostra opinione. Feeling .Bio

Presentazione a cura della redazione di Report:

È bastato cambiare un numero su un certificato per far passare undicimila tonnellate di grano duro convenzionale come biologico. La truffa è partita da San Paolo Di Civitate, provincia di Foggia. Gli enti che dovevano e potevano controllare sulla vendita se ne sono accorti sei mesi dopo, quando il grano è diventato semola e poi pasta spedita in tutto il mondo. Che cosa succede se poi si scopre che il grano non era biologico? Bisogna ritiralo dal mercato, ma dopo mesi è già cotto e mangiato. L’inchiesta entra nel mondo dei certificatori e si sviluppa in Romania dove alcuni enti di certificazione italiani sono stati sospesi perché certificavano come biologici prodotti trattati con fitosanitari e pesticidi. Gran parte del grano biologico che consumiamo arriva dai paesi dell’Est. Bernardo Iovene si è trasformato in imprenditore agricolo per ricostruire come è stato possibile che in cinque anni siano transitate 350 mila tonnellate di falso biologico in Italia. A vigilare su tutto c’è il ministero delle Politiche agricole, ma proprio nel ministero e nel posto cruciale potrebbero annidarsi relazioni pericolose.

Lettera aperta di Fabio Brescacin, Presidente di EcorNaturaSì

Dopo quasi un secolo di agricoltura “alternativa”, o ecologica che dir si voglia (il corso base di agricoltura biodinamica risale al 1924, quando ancora l’uso della chimica in agricoltura era solo agli inizi), nessuno può negare l’assoluta necessità di un sistema agricolo che rispetti la natura e assicuri un cibo salubre ai consumatori.

Il sistema biologico e biodinamico garantisce tutto questo. Negli anni sono stati fatti infiniti sforzi e sono maturate eccellenti esperienze per fare un prodotto che rispetti la salute e la fertilità della Terra e la salute delle persone.

Purtroppo, anche in questo caso, come in altri nella vita, alcune realtà, spinte dalla brama di denaro, o a volte per mancanza di competenza tecnica e di forte motivazione interiore, hanno preso con troppa superficialità, e in alcuni casi anche con intenzioni non sane, le opportunità offerte da questo settore.

La possibilità di queste falle, e magari a volte qualche leggerezza nei confronti dei controlli, non inficia che il cuore di tutto quello che viene fatto nell’ambito dell’agricoltura biologica e biodinamica, da migliaia di persone in tutto il mondo e da quasi cento anni, sia, non solo sano, ma anche l’unico vero modo per rispondere alle necessità di una Terra sempre più impoverita ed avvelenata dall’agricoltura convenzionale e alla necessità di avere a disposizione per tutte le persone un cibo, che non sia fonte di malattia, ma di salute e di vita.

Ci sono agricoltori bravissimi che hanno dedicato a questo la loro esistenza, così come operatori commerciali che hanno fatto della divulgazione di un cibo sano la ragione ultima della loro vita.

Il biologico e il biodinamico sono anche l’unica speranza, culturale prima ed economica poi, per un sistema agricolo che, in questi anni, forse sta vivendo la crisi più profonda della sua storia.

Per salvaguardare questo cuore sano, per essere onesti nei confronti dei consumatori, per rispondere degnamente alla loro fiducia e per aiutare il nostro Pianeta a non collassare, stiamo facendo il massimo. Noi come altri pionieri e amanti del bio, ci impegniamo a sostenere e supportare le aziende agricole virtuose nel loro difficile processo di miglioramento, così che il cibo che arriva sulla tavola del consumatore abbia le migliori caratteristiche di salubrità, di assenza di inquinanti chimici e di vitalità possibili.

L’organizzazione Federbio da mesi aveva denunciato delle truffe e noi da anni stiamo lavorando con le nostre persone (EcorNaturaSì ha più di quindici persone all’ufficio qualità e dieci agronomi che affiancano gli agricoltori) anche attraverso migliaia di analisi annuali effettuate in campo e sul prodotto.

Tutto ciò per seguire la nostra coscienza e non tradire la fiducia dei consumatori, facendoci guidare anche dalla missione della nostra azienda nata con lo scopo di promuovere e sostenere una sana agricoltura e garantire alle persone una sana alimentazione.

Vi invitiamo, quindi, a seguire il 10 ottobre il servizio di Report su Rai 3 che tratterà l’importante tematica del sistema biologico e che, oltre ad evidenziarne, giustamente, le debolezze, speriamo metta in evidenza, non solo le parti oscure del nostro settore (le truffe fanno sempre notizia), ma anche questo cuore pulsante, vero ed onesto, di molte persone che lavorano nel biologico e nel biodinamico con lo scopo di servire la Terra e le persone che vivono su di essa.

EcorNaturaSì si è messa a disposizione, nel periodo di realizzazione del servizio di Report, accompagnando il video-giornalista Bernardo Iovene, in visita alla nostra azienda e ad alcuni nostri produttori.

Il giornalista ha avuto così una preziosa occasione per conoscere più da vicino il nostro mondo, apprezzando la serietà e la dedizione di chi lavora ogni giorno per la salute e la vita della Terra e delle persone.

E’ compito di tutti, di chi da anni lavora nel bio, e ci mette l’anima, di chi garantisce la qualità e anche dei consumatori che devono informarsi sempre di più ed essere coscienti del loro gesto di acquisto, di fare in modo che un impulso così importante per il futuro della Terra sia portato avanti e praticato con serietà, coerenza e senso di reciproca responsabilità.

Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì 

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